In allegato il catalogo della mostra (pdf testi)

 

Orari:  dal mercoledi al venerdi, 15.30-19.30;
sabato, domenica, festivi, 10.00-13.00 - 15.30-19.30;
chiuso lunedi e martedì
Martedì 8 dicembre, apertura festiva
Natale e Capodanno: chiuso

Ingresso: intero, € 5,00; ridotto, € 3,00 (over 65, under 25, soci TCI, gruppi); ingresso gratuito i mercoledì feriali

Cataloghi: Edizioni Allemandi & C.

Il biglietto di ingresso consente l’accesso a tutte tre le mostre e può essere utilizzato in giorni diversi.

Visite guidate: Per gruppi: € 70,00 (più ingresso ridotto € 3,00 cad.); Per gruppi scolastici: € 55,00 (più ingresso ridotto € 3,00 cad.). Durata della visita 60 minuti circa. Prenotazione obbligatoria – tel. 02.45487400 (Opera d’arte)

Per informazioni: tel. 0331 471335 - www.spaziartelegnano.com

 

fino al 10 gennaio 2010

SALe - SPAZI ARTE LEGNANO

RITORNA CON TRE NUOVI APPUNTAMENTI ESPOSITIVI

 

 

ALIGI SASSU. Uomini rossi (opere 1929-1934) 

SEBASTIAN MATTA. L'entrée est à la sortie (opere 1950-2000)

 ENRICO SAVI. Luoghi dell’immaginario

 

 

Si è aperta il 24 ottobre, la sessione espositiva autunnale di SALe – Spazi Arte Legnano, il progetto organizzato dall'Assessorato alla Cultura della Città di Legnano, e diretto da Flavio Arensi, che si propone l’obiettivo di riqualificare gli spazi espositivi cittadini attraverso eventi di qualità.

 

Al Castello visconteo è programmata la personale di ALIGI SASSU, intitolata Uomini rossi proporrà oltre cento disegni inediti del grande maestro milanese (1912-2000). A ottant'anni dalla loro realizzazione verrà esposto un corpo considerevole degli Uomini rossi, il ciclo pittorico più importante di Sassu, che mette in crisi la visione novecentista dell'uomo e, nel contempo, ricerca le radici della sua identità. I disegni esposti (e catalogati nell'ampio volume edito da Allemandi, a 30 anni dal grande libro omonimo di Raffaele Carrieri) sono stati realizzati fra il 1929 e il 1934 da un pittore diciassettenne appena uscito dall'infatuazione futurista (partecipa alla Biennale di Venezia col gruppo di Marinetti nel 1928). Considerabili un prodromo della Transavanguardia, queste opere segnano un momento di grande forza nella carriera di Sassu, ma anche uno dei più interessanti risultati artistici dell'epoca. La mostra è curata da curata da Flavio Arensi e Gabriele Francesco Sassone, in collaborazione con Vicente Urbina Sassu della Fondazione Aligi e Helenita Sassu (Mallorca - Milano).

 

Nel catalogo Allmandi testi di Flavio Arensi, Raffaele Carriere, Gabriele Francesco Sassone e Aligi Sassu.

Negli spazi di Palazzo Leone da Perego invece è previsto un omaggio al pittore cileno SEBASTIAN MATTA dal titoloL'entrée est à la sortie (1950-2000), che presenterà venti sculture e trenta dipinti di grande dimensione, molti dei quali inediti, in grado di raccontare l'intero percorso artistico del maestro, dagli anni cinquanta fino al 2000. Curata da Flavio Arensi e Alberto Zanchetta, da un progetto di Germana Ferrari Matta, l’esposizione mette in luce le diverse tematiche dell'opera dell'artista cileno (1911-2002), proponendo sale tematiche ma anche costruendo suggestioni di immagini e colori.

Nel catalogo Allemandi testi di Alberto Zanchetta, Davide Pairone, Gabriele Francesco Sassone.

Una delle peculiarità di SALe è quella di promuovere figure di giovani artisti. È questo il caso del fotografo milanese ENRICO SAVI (1976) che presenterà diciotto immagini nella mostra dal titolo Luoghi dell’immaginario, curata da Flavio Arensi e Laura Luppi, che ruotano attorno a tre temi principali: Alberi, Cantieri e De-costruzioni. Gli scatti riprodotti su supporti di diverso formato sono ottenuti grazie a una particolare tecnica che l’artista adatta a una macchina fotografica interamente di plastica, Holga, donando allo spettatore un’insolita percezione della realtà. Nel catalogo edito da Allemandi in prefazione i testi di Laura Luppi, Flavio Albanese, direttore della rivista Domus e di Italo Zannier, il padre della critica fotografica italiana.

 

 

Legnano, ottobre 2009

 

 

 

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Aligi Sassu è nato a Milano nel 1912. Frequenta i corsi serali dall'Accademia di Brera, lavorando di giorno prima come apprendista presso una litografia milanese e poi come artigiano a decorazioni murali, impratichendosi delle tecniche pittoriche. Conosce Marinetti appena quindicenne e, nel 1927, è invitato ad esporre alla Galleria Pesaro nella Mostra dei Trentaquattro Pittori Futuristi, e nel 1928 alla XVI Biennale di Venezia nella sala dei futuristi; scrive,insieme a Bruno Munari, il Manifesto della Pittura “dinamismo e riforma muscolare”. Nel 1930 espone con Grosso. Manzù. Occhetti, Pancheri e Strada alla Galleria Milano, diretta da Barbaroux, mentre nel 1932 espone i Giocatori di dadi e i Ciclisti alla Galleria del Milione con Birolli, Manzù, Tomea, Cortese, Grosso. Nel 1934 ha l'occasione di soggiornare a Parigi. dove studia Delacroix e tutta la grande scuola francese del XIX secolo ed inizia a dipingere la serie dei Caffè. Nel 1935 inizia una serie di quadri in cui la metafora politica emerge sempre più chiaramente, primo fra tutti la Fucilazione nelle Asturie, considerato uno delle prime opere della resistenza in Europa. Inizia l’attività clandestina antifascista e fonda il Gruppo Rosso. Viene arrestato e imprigionato nel 1937 con l’accusa di “associazione diretta a sovvertire violentemente gli ordinamenti economici e sociali costituiti nello Stato”. In carcere ottiene il permesso di disegnare ed esegue centinaia di studi. Uscito dal carcere partecipa attivamente al gruppo Corrente. Dopo la guerra soggiorna ad Albisola, su invito di Tullio d’Albisola e, insieme a Jorn, Fontana, Fabbri ed altri, si dedica all'attività di ceramista.

 

 

 

Innumerevoli le mostre di gruppo in Italia e all'estero. Sassu estende sempre più l'attività artistica alla pittura murale, alla ceramica, alla scultura, all'illustrazione, alla scenografia per il Teatro alla Scala di Milano e per il Massimo di Palermo. Partecipa alla Biennale di Venezia del 1948, del 1952 e del 1954, alla VIII Quadriennale di Roma del 1959, alla XII Triennale di Milano e alla mostra storica di Corrente da Gianferrari nel 1960. Nel 1963 apre uno studio a Mallorca. Dà vita allo straordinario ciclo di paesaggi maiorchini e delle Tauromachie. Ampie antologiche gli sono state dedicate a Cagliari nel 1967; nel 1984 a Ferrara a Palazzo dei Diamanti, a Roma in Castel Sant'Angelo e a Palazzo Reale a Milano; a Monaco di Baviera e al Castello di Rivoli nel 1987, a Palau Robert di Barcellona nel 1989 e a Palazzo Strozzi di Firenze nel 1999. Nel 1993 porta a termina la monumentale opera Il Mito del Mediterraneo che, con i suoi 150 metri quadrati di murale in ceramica, abbellisce la nuova sede del Parlamento Europeo di Bruxelles. Si spegne a Pollensa (Mallorca) il 17 luglio del 2000, nel giorno del suo ottantottesimo compleanno.

 

 

 

L’anno prima fonda a Mallorca, con la moglie Helenita, la “Fundaciò Aligi Sassu i Helenita Olivares” che nasce con l’obiettivo di conservare e promuovere l’immenso patrimonio artistico creato dal Maestro e con questo fine, nel 2008, la fondazione apre a Milano una propria delegazione.